There must be some kind of way out of here…

“There must be some kind of way out of here”,
said the joker to the thief,
“There’s too much confusion,
I can’t get no relief”
Scrivere, a volte, è davvero dura. I pensieri ti si ingorgano in testa e non riesci a trovare un modo efficace per buttarli fuori: sei costretto a puntellare dei posti di blocco da orecchio ad orecchio e rastrellarti il cervello. Il problema di fondo, nel mio caso, è che nell’ultima settimana sono capitate troppe cose che mi hanno coinvolto personalmente, e a me non piace scrivere di me (perché, in fondo, dei fatti miei a chi dovrebbe importare qualcosa?), ma pur di riuscire a mettere un po’ d’ordine, mi trovo costretto a fare uno di quei post che il mio amico Kuros definirebbe bucodelculocéntrici.
Giovedì scorso ero sul palco del Teatro Quirino, a Roma, assieme ai compari di Spinoza.it, accanto a gente del calibro di Stefano Disegni, Carlo Verdone, Flavio Oreglio, Antonio Padellaro e Marco Travaglio (ok, c’era anche Luca Telese), per la presentazione di Misfatto, l’inserto satirico settimanale de Il Fatto Quotidiano. Se un giorno dovesse capitare anche a voi, evitate di sedervi sulle tavole del palco: sono scomodissime e dopo qualche minuto non ricorderete più di avere un culo e un paio di gambe. Accontentatevi di trovarci noi, ogni domenica. E’ una sofferenza che ci prendiamo volentieri, in remissione dei vostri peccati.
La sera stessa, ho avuto anche l’onore di conoscere Giorgio Mazzone, uno dei più bravi chitarristi che abbia mai incontrato (quando ci ho provato con Hendrix mi è andata male: la medium si è limitata a vomitare del fluido verde appiccicoso sulla mia tovaglia buona, senza darmi ulteriori soddisfazioni). E’ uno spinoziano anche lui, ma non vi dirò mai chi!
Nel giro di 12 ore ero di nuovo con quelli de Il Fatto, stavolta nella loro redazione. E’ stato bello avere Travaglio seduto alla scrivania di fronte alla mia, tutto preso dalla famosa lettera che poi avrebbe inviato a Santoro dopo la litigata con Porro. Bello, sì, ma mai quanto avere Beatrice Borromeo seduta alla scrivania accanto alla mia, tutta presa a sbobinare pagine e pagine di non so quali intercettazioni. Bellissimo, sì, ma davvero mai quanto scoprire che il cartello sulla porta del bagno è stampato con lo stesso, identico, bizzarro layout del quotidiano. “Perché c’è un progetto…”, avrebbe chiosato Disegni.
Poi è arrivato il weekend, e mentre io ero in giro a festeggiare tutt’altro, un tale di nome Xabaras prendeva da “La Distruzione di un Mito” il mio racconto su Isaac Newton e ne tirava fuori un bellissimo podcast per il suo programma radio: the Mighty Flying Penguin. Andate a scaricarlo!
E all’improvviso è già mercoledì (sì, uno di quelli che stanno in mezzo alla settimana) e se una volta mercoledì significava Champions League, adesso non significa altro che Spinoza Live @ Tetris – La7. (seguiranno: giovedì gnocchi, venerdi pesce e sabato trippa). Ormai la collaborazione è fissa, e Telese ha anche imparato a leggere le battute. Certo, se ve le leggete da voi è meglio, se non altro per recuperare tutte le chicche che non sempre riescono a trovare spazio anche in trasmissione.
C’è altro? no. Anzi, sì. Come avrete notato, ho cambiato layout al blog. Per suggerimenti, segnalazioni ed insulti i contatti sono sempre gli stessi.
Ooooh. Adesso va meglio. La testa è più libera, i pensieri non giocano più sull’autoscontro e finalmente sono riuscito a scrivere un nuovo post. Se vi dice sfiga, da domani potrei ricominciare a farlo con regolarità. Non so se ci avete guadagnato.

febbraio 25th, 2010 at 13:31
compagno di lotte e di assi!
febbraio 25th, 2010 at 14:04
Complimenti x il Budi’ulocentrico post!
Bye!
febbraio 25th, 2010 at 16:03
bucodelculocentrico è dire poco
noto che anche tu vuoi bene a Telese… :p
ah quanto vi odio e vi invidio, maledetti spinoziani di successo…
Salieri/la Volpe :p
febbraio 25th, 2010 at 18:58
Apprezzo la luce sul template;
sono stra-stra-iper-felice per un successo a dir poco meritato;
ma adesso basta: torna a scrivere, senza accampare scuse di ‘banali’ accadimenti da vanesio.
Ma, Waxino, scusa, sulla porta del bagno della redazione, c’era scritto IL FATTO?!
febbraio 27th, 2010 at 15:29
Beh, anche sì, Wax. Anche sì. Il resto lo sai.