Stati Uniti d’Oriente.
Fig.1: Un giocatore di Risiko studia al meglio come raggiungere il suo obiettivo.
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Inizia tutto la sera di Natale.
Su SkyTG24 c’è Robert Bowe Bergdahl (un soldato americano che mesi fa è stato rapito in Afghanistan). Ha 23 anni, degli improbabili occhiali da sole e una casacca enorme, dentro la quale potrebbe entrare tre volte. Mi racconta del suo gruppo sanguigno, del cognome da nubile di sua madre e del giorno in cui è arrivato in Afghanistan. Sostanzialmente non mi dice niente, se non che i talebani continuano a rompere i coglioni, e che ogni tanto gli piace ricordarcelo.*
Il giorno dopo, Abdul Faruk Abdulmutallab fallisce nel tentativo di far detonare dell’esplosivo a bordo di un volo Delta Amsterdam-Detroit, con 278 passeggeri a bordo. Il ragazzo nigeriano ha 23 anni, delle frequentazioni alla facoltà di ingegneria dello University College di Londra e una passione smodata per Lo Yemen, AlQaeda e le stragi nel nome di Allah.
A questo punto, i titoli dei giornali iniziano a susseguirsi in un climax allarmante: – “Fallito attentato a Detroit, restrizioni sui voli per gli USA” – “Inodore e potentissimo, ecco cos’è il PETN” – “Africa e Yemen, nuovi covi del terrore per la seconda generazione dei martiri” – “L’attentatore davanti al giudice. Obama chiede di rivedere le liste dei sospetti” – “Falso allarme sul volo Delta, arrestato un nigeriano” – “Cinque cellule terroriste inglesi pronte a colpire in Gran Bretagna” – “Obama: falle gravi ed inaccettabili nel sistema nazionale di sicurezza” – “Yemen, le forze speciali USA pronte al blitz” – “In Olanda body scanner per i voli verso gli Stati Uniti” – “Allarme bomba a Times Square” – “Allarme terrorismo a Bali” – “Terrorismo in Italia: i segnali sono allarmanti” – “Obama dalle Hawaii: rivedere il sistema di sicurezza” – “Obama contro AlQaeda in Yemen: sono dietro l’attentato al volo Delta”.
Perché ho come l’impressione che presto, a qualcuno, verrà in mente di esportare un po’ di democrazia anche nello Yemen?
(Se le prime parole che vi vengono in mente sono Bush, Bin Laden, Arabia Saudita, Petrolio e Controllo del Medio Oriente, siete solo dei malfidati)
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* Su YouTube è disponibile video integrale del soldato Bergdahl (pt.1, pt.2, pt.3, pt4). Robert parla delle torture di Abu Ghraib, dei bombardamenti sui civili, e di come in molti, tra i soldati americani, chiedano a gran voce il ritiro, ammettendo che la missione in cui sono coinvolti non è di pace. Il tutto è corredato da numerose testimonianze filmate. – Sono cose che non vieni a sapere, se aspetti che te le raccontino a SkyTg24.


gennaio 3rd, 2010 at 12:58
“esportare”?! Abbiamo democrazia in esubero?!
Devo riordinare casa più spesso.
gennaio 3rd, 2010 at 16:09
Ci va di lusso che ancora stanno cercando lo Yemen sulla mappa del Risiko -cosa lunga e complicata considerato che prima devono stabilire qual è il sotto e qual è il sopra della suddetta mappa-!!!
@Van: Esportarla è il modo migliore x liberarsene! E’ quando l’avremo distribuita tutta che ci sarà da ride’-'nsommina :s …-