Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne.

by waxen


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Ci sono delle domande che una ragazza non dovrebbe mai fare al proprio ragazzo, come ad esempio: “C’è qualcun’altra che ti faresti, a parte me?”.

Diventa una situazione difficile: puoi scegliere di rispondere no, e mentire, rendendola oltremodo sospettosa, o puoi scegliere di rispondere sì, e scatenare l’inferno, perché se la tua ragazza ti fa una domanda del genere ci sono buone probabilità che stia soltanto cercando una scusa per litigare. Non esiste un modo per addolcire quel “sì”, neanche se sei Nostro Signore della Retorica, quindi non farti illusioni: sii uomo e vai incontro al tuo destino a testa alta.

Il punto è che ogni ragazzo si farebbe un mucchio di altre ragazze se non fosse subissato da gravosi dilemmi morali, della serie: come posso evitare che la mia ragazza lo scopra? E’ colpa dell’istinto, in parte, e dell’atavica paraculaggine maschile, per il resto. Perché per un ragazzo è facile entrare nell’ordine delle idee (se proprio vogliamo chiamarlo ordine delle idee). Arrivi, fai i tuoi comodi, lasci che pulisca qualcun altro e, intanto ,trovi un modo per dileguarti per sempre. Per una ragazza non è così. Mettetevi nei suoi panni: ogni volta, per lei, è una difficile dimostrazione di accoglienza. E’ come invitare qualcuno a casa propria: non lo fai se non lo conosci abbastanza, non lo fai se non ti fidi, non lo fai se non c’è un legame di un certo tipo. Sono problemi che non ti poni quando sei TU ad andare a casa di qualcun altro; al massimo ti preoccupi del vestito che indosserai. E’ così che funziona, così è sempre stato e così sempre sarà: fine della storia.

Una volta la mia ragazza me l’ha chiesto. Eravamo sdraiati sul divano, davanti alla PlayStation. “C’è qualcun’altra che ti faresti, a parte me?”. Le ho risposto e lei non ha battuto ciglio. Ha solo aggiunto: “L’ho sempre detto che vi ci vedrei bene, assieme, voi due”.

Poi abbiamo ricominciato a giocare a Tekken, e lì me le ha date…

… alle volte è davvero una fortuna che esistano certi videogiochi.