Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne.

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Ci sono delle domande che una ragazza non dovrebbe mai fare al proprio ragazzo, come ad esempio: “C’è qualcun’altra che ti faresti, a parte me?”.
Diventa una situazione difficile: puoi scegliere di rispondere no, e mentire, rendendola oltremodo sospettosa, o puoi scegliere di rispondere sì, e scatenare l’inferno, perché se la tua ragazza ti fa una domanda del genere ci sono buone probabilità che stia soltanto cercando una scusa per litigare. Non esiste un modo per addolcire quel “sì”, neanche se sei Nostro Signore della Retorica, quindi non farti illusioni: sii uomo e vai incontro al tuo destino a testa alta.
Il punto è che ogni ragazzo si farebbe un mucchio di altre ragazze se non fosse subissato da gravosi dilemmi morali, della serie: come posso evitare che la mia ragazza lo scopra? E’ colpa dell’istinto, in parte, e dell’atavica paraculaggine maschile, per il resto. Perché per un ragazzo è facile entrare nell’ordine delle idee (se proprio vogliamo chiamarlo ordine delle idee). Arrivi, fai i tuoi comodi, lasci che pulisca qualcun altro e, intanto ,trovi un modo per dileguarti per sempre. Per una ragazza non è così. Mettetevi nei suoi panni: ogni volta, per lei, è una difficile dimostrazione di accoglienza. E’ come invitare qualcuno a casa propria: non lo fai se non lo conosci abbastanza, non lo fai se non ti fidi, non lo fai se non c’è un legame di un certo tipo. Sono problemi che non ti poni quando sei TU ad andare a casa di qualcun altro; al massimo ti preoccupi del vestito che indosserai. E’ così che funziona, così è sempre stato e così sempre sarà: fine della storia.
Una volta la mia ragazza me l’ha chiesto. Eravamo sdraiati sul divano, davanti alla PlayStation. “C’è qualcun’altra che ti faresti, a parte me?”. Le ho risposto e lei non ha battuto ciglio. Ha solo aggiunto: “L’ho sempre detto che vi ci vedrei bene, assieme, voi due”.
Poi abbiamo ricominciato a giocare a Tekken, e lì me le ha date…
… alle volte è davvero una fortuna che esistano certi videogiochi.

gennaio 25th, 2010 at 14:51
La metafora dell’accoglienza è perfetta. La userò.
gennaio 25th, 2010 at 15:07
l’unica risposta sensata secondo me é:
forse c’è qualcuna che non mi farei, a parte te.
gennaio 25th, 2010 at 16:22
Vorrei vedere Serena risponderti su questo argomento. E sulla “fedelta`” e i dilemmi morali.
It’d be interesting.
gennaio 25th, 2010 at 20:49
Una eccellente variazione su un tema classico.
gennaio 25th, 2010 at 20:49
ps: di chi è il disegno?
gennaio 25th, 2010 at 21:04
@volpe: non so chi sia l’autore, è una delle tante belle cose che trovo su tumblr
gennaio 25th, 2010 at 22:00
Fa’ che la sua aggressività resti sublimata attraverso un joystick, altrimenti inizia a scappare.
gennaio 25th, 2010 at 22:11
La questione va affrontata dal punto di vista strettamente antropologico. In pratica, devi far conto di essere un autore di Focus Junior.
gennaio 26th, 2010 at 00:09
…come si chiama la tua ragazza?
(vorrei nome completo, indirizzo e numero di telefono, ovviamente.)
gennaio 26th, 2010 at 00:33
Io non ho mai chiesto SE c’è un’altra che lui si farebbe a parte me. No. Io gli ho chiesto CHI si farebbe a parte me, per curiosità, e se le conosco (“le”, non “la”).
Solo che lui ha imparato la risposta giusta, e infatti mi dice: “Dopo di te, che gusto ci sarebbe?”. Che canaglia.
Poi tanto non so giocare a tekken.
Comunque metafora dell’accoglienza perfetta veramente. Ancora una volta grande Waxen.