Somebody fucks with the Jesus

“Dio non è con noi perché anche lui odia gli imbecilli”
Il Biondo
Quando la notizia iniziò a diffondersi, furono in molti a commentare: “Ecco, un altro coglione che se ne va in giro credendo d’essere il Messia”.
Certo, nemmeno io mi sarei fidato di un lancio d’agenzia firmato Paolo Brosio, ma quando fu chiaro a tutti che Jim Caviezel non c’entrava nulla e che Gesù, quello originale, era veramente tornato sulla Terra, in carne ed ossa, dopo oltre 2000 anni d’attesa, alcuni si lasciarono prendere la mano e passarono ad insulti ancora più pesanti.
Il viaggio dal Regno dei Cieli era stato lungo e faticoso (soprattutto per le 6 ore di scalo a Bangkok) eppure il Cristo appariva smagliante e lasciava che le critiche gli scivolassero addosso. Gesù era il figlio impermeabile di Dio, l’unto dal Signore, l’anguilla più ambita del Paradise Strip Club (anche più lungo di Frank Zappa e Jimi Hendrix, si diceva) e proprio adesso che nessuno ci sperava più, lui era di nuovo qui, in mezzo a noi, con la sua tunica sponsorizzata Omino Bianco e i suoi buchi sanguinanti al posto giusto.
- “Da cosa l’avete riconosciuto?”
- “Ha compiuto dei prodigi!”
- “Ad esempio?”
- “Ha fatto camminare dei falsi invalidi, ha tolto la voce e ridato la vista a Bocelli, ha trasformato del Tavernello in vino!”
La folla era in delirio: i penitenti si accalcavano per toccarlo e mostrargli con fierezza i loro cilici, i visionari potevano guardarlo dritto negli occhi e pensare: “Ad un concorso per sosia di Gesù saresti arrivato solamente terzo”. Anche Claudia Koll, dopo anni, aveva riprovato l’eccitante sensazione del caldo umido tra la cosce.
Tutti avevano delle domande da fargli, ma Gesù aveva soltanto una lieta novella per loro, e dopo essersi sollevato a mezz’aria fra lo stupore dei presenti, con voce stentorea tuonò: “Fratelli, cari fratelli, e anche voi, care sorelle… in verità vi dico: oggi è tempo di morire”.
Un brivido di terrore scosse improvvisamente la folla. Cosa significavano quelle parole? Andavano contestualizzate o si trattava di una notifica ufficiale della fine del mondo? Che fine avevano fatto i segni premonitori? e i cavalieri dell’Apocalisse? e tutte quelle stronzate che l’apostolo Giovanni aveva pubblicato sul suo profilo facebook?
Ogni dubbio si sciolse quando Gesù allungò una mano, prese Buttiglione, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: “Visto cosa succede alle teste di cazzo?”.
In preda al panico, le genti iniziarono a correre in ogni direzione cercando di sfuggire al castigo divino. Nella ressa, i primi a restare schiacciati furono i penitenti inginocchiati, poi i vecchi, gli obesi e le donne col tacco 12. A seguire fu il turno degli storpi, dei bambini e di Giovanni Muciaccia. Gli uomini più in forma e allenati riuscirono a sopravvivere giusto qualche minuto in più. Ci volle un buon quarto d’ora prima che Gesù riuscisse ad afferrare Usain Bolt, ed altrettanto per Paolo Bonolis, che sgusciava madido di sudore ogni volta che il Cristo tentava di afferrarlo. Dopo meno di un’ora, il suolo era già ricoperto da una poltiglia informe di carne, e sangue, e sputi, e umori, e merda, come non ricordavo dai tempi dell’ultimo Heineken Jammin’ Festival.
E fu sera, e fu mattina, e in meno di 24 ore la razza umana fu completamente estinta.
A parte me.
E a parte lei.
Occhi verdi, capelli rossi, un corpo scultoreo, atletico, meraviglioso… non riuscivo a crederci. Guardai il Cristo dritto in faccia e provai timorosamente ad approcciarlo:
- “Gesù, perché ci hai risparmiati?”
- “Perché è da voi due che intendo ricominciare”, rispose lui.
- “Ricominciare a far cosa?”
- “A ripopolare la terra, no? Tu sei divertente, mi fai morir dal ridere, e lei… be’, lei è una gran gnocca, ti sfido a dire il contrario. Che ne direste di riprodurvi?”
Era una domanda impegnativa. Sarei stato all’altezza del compito che il Signore voleva affidarmi? Ci pensai tutto il tempo necessario (circa 9 centesimi di secondo) e poi esclamai: “Amen, fratello!”.
Così Gesù ci lasciò lì da soli, nudi, indifesi, in un paradiso terrestre nuovo di zecca, senza alcuna traccia dello scempio che lo aveva preceduto. Io simpatico, lei bellissima. Cosa mai poteva andare storto?
Mi venne vicino, provocante e sinuosa come nessun’altra donna della mia vita era mai stata. Mi sorrise, mi si accucciò accanto e con voce calda suadente mi chiese: “Ti andrebbe una mela?”.
- “No. Però mi andrebbe un pompino. Come la vedi?”.
Lei annuì. Io la lasciai fare.
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