Nove

a lui, per motivi non meglio identificati
Restare bloccato in un ascensore non è la cosa peggiore che possa capitarti. Restare bloccato in un ascensore assieme a qualcuno, invece, sì. Non sopporto quelli che strillano, non sopporto i claustrofobici e, in linea di massima, non sopporto chiunque creda che quei pochi metri cubi di acciaio finiranno per diventare un loculo. È un inutile spreco di forze. Io resto calmo, sempre. Non resterei calmo se la cabina fosse avvolta dalle fiamme e le pareti fossero diventate incandescenti, ma chi prenderebbe un ascensore durante un incendio? è da stupidi, è da gente che merita di fare la fine del pollo.
Stavolta è diverso, però. Non riesco a rimanere del tutto tranquillo qui bloccato al nono piano. Il tizio coi capelli arruffati che mi sta accanto ha un aspetto inquietante: occhio vitreo, strana postura, camicia per metà fuori dai pantaloni, e quando l’ascensore si è bloccato non ha battuto ciglio. Non è una reazione standard.
Se ne sta lì, in silenzio. Ogni tanto si gira verso di me e mi guarda, ma non dice nulla. Io nemmeno. Che si dice in questi casi? Non ne ho la minima idea, mentre lui, invece, d’un tratto, sembra averne una illuminante.
- “Neocibalgina?”, mi chiede.
- “Scusa?”
- “Vuoi una compressa di Neocibalgina?”
Adesso mi guarda fisso negli occhi ed estrae dal taschino della giacca una confezione di Neocibalgina consunta e per metà accartocciata. Allunga il pacchetto come se mi stesse offrendo delle gomme da masticare. Mi sembra assurda l’idea di rispondere, ma lo faccio meccanicamente.
- “No, grazie”
La vera assurdità è che lui mi abbia fatto una domanda del genere, a pensarci bene. Lui non si scompone, prende un paio di pasticche e se le ficca in bocca, poi ripone la scatola nel taschino e torna a parlarmi.
- “Io sono Aldo, 42 anni, Cancro, e tu?”
- “Andrea”.
Resto perplesso. Cosa dovrebbe mai importarmi della sua età e del suo segno zodiacale? spero non voglia provarci con me, perché non è per nulla il mio tipo. Se fosse stato come nei film, una di quelle belle ragazze che restano bloccate con te in ascensore e per alleviare la tensione ti fanno un pompino, pure pure… ma lui…
- “Andrea, senza età e senza segno zodiacale. Che bagnoschiuma usi?”
Inizio a spazientirmi. Se avessi modo di uscire da quell’ascensore potrei evitare le sue domande senza senso ed andarmene per la mia strada, ma la convivenza forzata mi obbliga a rispondergli, per una sorta di regola non scritta che ti impone moralmente di dar retta, almeno un po’, ad una persona che ti rivolge la parola, specie se lo fa mentre condivide con te il tuo stesso spazio vitale.
- “Che bagnoschiuma uso? che importa?”
- “Importa”, mi dice: “Io ho ucciso i miei genitori perché usavano un bagnoschiuma assurdo. Se vuoi un consiglio, prova Vidal”
Ok, è un pazzo. Sono bloccato in un ascensore con un pazzo maniaco che si fa di Neocibalgina, sempre che quella fosse davvero Neocibalgina, e non c’è traccia dei soccorsi. Quanto dovrò restare ancora qui dentro? che faccio? mi allontano? come reagirebbe se provassi a spostarmi un po’ più lontano? giusto quei pochi centimetri che la cabina mi concede, a rischio di ritrovarmi con le spalle al muro e non avere alcuna via di scampo… imperativo categorico: evitare gli angoli; se resto vicino alla parete posso sempre spostarmi più a destra o più a sinistra, mi resta il tempo per reagire alle sue mosse, ma se mi metto in un angolo sono fottuto. Respiro lentamente, o almeno ci provo. Se gli do retta, senza esagerare, forse resta calmo.
- “Hai ucciso i tuoi genitori per via del bagnoschiuma che usavano?”
- “Oh, sì, ma non li ho mangiati davvero, anche se dicono che sono un cannibale”
- “Capisco…”
La situazione peggiora. Ora cos’è questa storia del cannibalismo? Io in ascensore resto sempre calmo, sono gli altri quelli che si agitano, io resto calmo! sempre! devo ricordarmelo, altrimenti finisco per
[FINE DELLE TRASMISSIONI]

dicembre 13th, 2008 at 09:46
salve, ma com’è finita la storia?
dicembre 13th, 2008 at 10:36
Ottimo!!!
dicembre 13th, 2008 at 11:15
…allora? Che bagnoschiuma usi?
dicembre 13th, 2008 at 13:39
Nulla di preoccupante: era un piazzista di prodotti per l’igiene intima, leggermente affamato..-:)
dicembre 13th, 2008 at 13:51
Adesso finisci la storia.
Un po’ di rispetto verso i reader i suspance!!!
dicembre 13th, 2008 at 13:59
Complimenti, scritto davvero bene.Ti prende alla gola della mente. Spero solo non ti sia capitato veramente.
Emilio
dicembre 13th, 2008 at 14:36
ottimo… direi …
ottimo racconto, descrittivo, interessante e un filo ansioso
…insomma un piccolo presuppoto da film.
ci hai mai pensato?
dicembre 13th, 2008 at 16:24
E’ ovvio: finisce che è stato mangiato.