Nomen Omen…

by waxen

“Non vedo
poichè
lo spiedo
è in me”
-
estratto da “Dolore Oculare
del cosiddetto Teodoro Monti Selani

 

- “Hai sentito di Vanessa Russo?”
- “La ragazza aggredita a Roma in metropolitana?”
- “Sì, quella… ricordi… l’ombrello…”
- “Vivere a Roma è pericolosissimo, se fai Russo di cognome”


Va qualificata come omicidio volontario, e non preterintenzionale, la morte di Vanessa Russo, la ragazza di 22 anni trafitta a un occhio dalla punta di un ombrello brandito da Doina Matei nel corso di una lite nella metropolitana di Roma del 26 aprile 2007. Per il sostituto procuratore generale della corte d’appello Alberto Cozzella, la prostituta rumena, coetanea della vittima, merita i 16 anni di reclusione inflitti il 17 dicembre 2007 dal gup Donatella Pavone, con la concessione delle attenuanti generiche (negate in primo grado), a patto pero’ che cambi l’imputazione. “Non ci sono dubbi sulla responsabilita’ dell’imputata – ha detto il rappresentante della pubblica accusa nel processo in corso davanti alla prima corte d’assise d’appello -. Ci sono testimoni che hanno riferito che Doina rivolse col braccio teso l’ombrello con la punta verso il volto di Vanessa”. -  da Repubblica.it, 25 novembre 2008