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Lentamente.

gennaio 31st, 2010 | 7 Commenti | Inserito in Racconti

feat. Giorgia

E’ accaduto di nuovo. Ha sbattuto la porta urlando il suo rancore, l’odio che prova per le mie insicurezze, lasciandomi dietro (figura di sfondo, lontana anni luce dalla sua sbronza da pub)

In lacrime, seduta a terra, rimugino il mio risentimento e il mio amore per lui, bagnando di lacrime il parquet e aspettando il suo docile ritorno, perché quando ritorna con l’alcol che gli scalda le vene e gli annebbia la mente è dolce come un bambino che cerca il seno della mamma, per sfogarsi e addormentarsi.

È dolce. Mi chiede scusa. Prende il mio volto tra le mani e, nonostante la debole resistenza che l’orgoglio mi impone di compiere, mi bacia, forzando un poco le mie labbra serrate che si schiudono come petali al calore della primavera. Cerca la mia lingua con la sua ed inizia la danza già tante volte eseguita, in un rituale magico che ci riappacifica, e nel suo sapore rivivo la sua serata passata al bancone del pub.

Sento il sapore fresco della birra che si mischia a quello forte del whisky, che a lui tanto piace, e che a me disgusta. Sento il suo alito che sa dell’ennesima sigaretta fumata nervosamente, sulla strada del ritorno a casa, del ritorno a me e al mio volto, rigato dalle lacrime.

Ci baciamo a lungo, lentamente: è il nostro modo di calmarci, di dimenticare l’ennesima incomprensione, ma ai suoi baci la mia bocca non basta. Si spostano rapidi, sul collo, e la pelle si copre di brividi, e scopre una nuova sensibilità. Mi lascio baciare senza opporre resistenza. Mi vuole come una bambola nelle sue mani. Gli piace baciarmi e toccarmi. Mi impedisce di fare altrettanto con lui: vuole farmi impazzire mentre desidero l’odore della sua pelle, e i suoi baci mi percorrono il corpo.

Non ha bisogno di chiedere, sa dove deve andare. Assaggia i miei seni, li morde (sa che lo detesto ma continua a farlo), li racchiude tra le sue mani che si fanno scrigno. È dolce la sensazione di essere nelle sue mani: roba sua, una parte di lui… ma, improvvisamente, la sua protezione fa male, diventa vendetta, come se volesse punirmi per le urla e il pianto che hanno preceduto questo ardente momento.

Mi spoglia in fretta e mi ritrovo nuda di fronte a lui, ancora completamente vestito. Mi vergogno perché il suo sguardo mi indaga, mi osserva come uno strano insetto a cui un bambino sta per staccare una zampetta.

Reagisco, lo bacio, gli lecco la faccia e sento il suo sapore, la barba pungere la mia lingua e poi il suo collo: liscio, sudato, sa di sale e mi fa impazzire. Cerca di allontanarmi da lui, vuole condurre il gioco, ma sono molto più tenace e so come farlo arrendere a me.

Inizio a spogliarlo per metterlo sul mio stesso piano: entrambi nudi sembriamo gli unici sulla terra. ed ogni volta è una scoperta. Il corpo muta a seconda dell’intensità della luce ed è sempre un esplorare senza metà, alla scoperta di angoli nascosti, preziosi per il piacere.

Lo accompagno sul divano. Docile come un agnellino si lascia guidare mentre io scivolo tra le sue gambe cercando il suo sapore, illudendomi che sia da sempre una mia esclusiva, allontanando dalla mente il pensiero di tutte le donne che, prima di me, hanno costellato la sua esistenza. Ma è lui che mi ferma. Prende la mia testa tra le sue mani e mi bacia nuovamente. Ci alziamo e ci abbracciamo. Mi solleva, ed ogni volta resto sorpresa della sua forza. Mi adagia sul divano e, per lunghi istanti, resta a guardarmi come incantato, come si guarda un quadro impressionista, alla ricerca di quella magia che rende unica l’unione di migliaia di piccoli tratti di colore.

Mi dice che sono bella, che lo eccito e che mi desidera. Dovrà attendere.

Gli afferro la mano e lo faccio stendere su di me. Mi bacia, mi bacia, mi bacia e mi accarezza le gambe, e le sue mani si fanno sempre più intime. Sono sua.

Mi sciolgo tra le sue dita e il mio sapore lo attira. Mi assaggia lentamente, mentre io sospiro, gemo, e adesso sono io a desiderarlo, a volerlo sentire, finalmente mio. Però è lui che si nega, quel tanto che basta ad aumentare il nostro desiderio di diventare un essere unico.

Lo lascio entrare in me, lentamente. Voglio sentire ogni istante di questa unione: sentirlo mio, illudermi di poterlo legare a me in questi attimi che sembrano sempre troppo brevi. Voglio guardarlo negli occhi mentre scivola sempre più a fondo nel mio corpo, ed è in quei momenti che il mio cuore accelera e al contempo smette di battere. Voglio ascoltare ogni suo respiro, sentire il suo odore mescolarsi ai miei sospiri sempre più forti, sentirlo cosa viva dentro me per poi abbandonarci insieme all’estasi che ci travolge, lasciandoci sfiniti, sudati, ma ancora uniti e felici su quel divano che ci ha visto lottare… e danzare insieme.

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7 risposte to “Lentamente.”

  1. Syrys85 Syrys85 dice:

    Non ci sono parole. -”Quindi che commenti a fare???” “Boh!”-
    Bellissimo comunque, il post.

  2. dattilico dattilico dice:

    non so.
    però è anche vero che è difficilissimo scrivere bene una scena di sesso.

  3. Saamaya Saamaya dice:

    Righe cariche di sensualità e molto femminili.

  4. Gas Gas dice:

    i complimenti vanno a Giorgia. Il testo è suo, io ho solo fatto qualche piccolissimo ritocco ;)

  5. Syrys85 Syrys85 dice:

    Davvero brava! :)

  6. Camilla Camilla dice:

    Insomma. A tratti e` poco fluido.
    Migliora in modo direttamente proporzionale all’aumentare dell’eccitazione; consiglierei una revisione post-coito, quando ancora preda degli spasimi di piacere. :)

  7. dattilico dattilico dice:

    d’accordo con camilla.

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