L’Annunciazione

- “Guarda che capita a tutte le ragazze di avere dei ritardi, non dovresti preoccuparti così tanto! e poi di cosa ti preoccupi? non ci hai fatto niente con lei!”
- “Gia, l’hai detto! non ci ho fatto proprio niente!”
- “E allora qual è il problema?”
- “Il problema è che queste dannatissime mestruazioni non le arrivano, e invece dovrebbero esserle gia arrivate da 10 giorni!”
- “Ma tu pensi che sia stata a letto con un altro uomo?”
- “Chi, lei? lo escludo a priori, è vergine”
- “A 22 anni?”
- “Hai qualcosa da ridire?”
- “No, no, è solo che mi sembra strano. La mia prima volta è stata a 15 anni, e lei ne aveva 14, e gia non era più vergine; non va più di moda essere vergini, ormai di vergini ci sono rimasti solo i CD, le videocassette e la tua ragazza! ma che te lo dico a fare? non ho niente in contrario se la tua ragazza è vergine!”
- “È sembrato strano anche a me quando me ne sono accorto, ma mi sono abituato in fretta all’idea. Sono state tutte vergini prima o poi, no?”
- “Prima o poi? suppongo di sì. Restiamo calmi, facciamo il punto della situazione: lei è vergine e tu sei sicuro che non sia andata a letto con un altro uomo, ma lei ha comunque un ritardo di 10 giorni; dev’essere per forza una questione ormonale! Gli orologi biologici non li fanno in Svizzera. Se è una questione ormonale perché sei così nervoso?”
- “Perché, secondo me, è incinta!”
- “Come incinta?”
- “Sì, incinta, sai quando ad una donna cresce la pancia, viene la nausea e ti butta giù dal letto alle quattro del mattino perché le è venuta una voglia improvvisa di mangiare delle caldarroste, ma è Aprile? o quando si convince che ci sia qualcosa di inebriante nell’odore di nafta? è incinta!”
- “Tu lo sai come si fa a mettere una donna incinta, vero?”
- “Sì, ne ho una vaga idea… non fare lo spiritoso!”
- “E allora come ti è venuta in mente quest’idea insensata?”
- “Stamattina ho avuto una visione”
- “Stamattina dormivi, ho provato a chiamarti tre volte, volevo sapere se stavi ancora bene dopo la ciucca che ti sei preso ieri sera”
- “Non ero ubriaco”
- “Barcollavi”
- “C’era la cera sul parquet del pub”
- “Era un pavimento di cotto”
- “Stai cercando di fregarmi?”
- “Sto cercando di convincerti che eri ubriaco!”
- “Non ero ubriaco!”
- “Senti, quando siamo andati via ti sei fermato davanti allo specchio all’ingresso e hai cominciato a chiedere al tuo riflesso se poteva cambiarti degli spiccioli con una banconota, ti sembra un comportamento da persona sobria?”
- “Non sopporto di avere il portafoglio pieno di spiccioli, e tu stai cercando di evitarti il racconto della visione che ho avuto stamattina”
- “Ok, visto che la sbornia non ti è ancora passata, racconta”
- “È bello chiacchierare con te, sai? Andiamo per ordine: stamattina mi sono svegliato presto, saranno state circa le 11 e 30…”
- “Ti sei svegliato all’alba, eh?”
- “Gli artisti si svegliano a mezzogiorno!”
- “Ti manca ancora mezz’ora per diventare un artista. Continua…”
- “Dunque, dicevo, mi sono svegliato verso le 11 e 30 e ho cercato di divincolarmi dal mio lenzuolo che, nottetempo, si era completamente attorcigliato attorno alla mia gamba; sembra un’operazione facile, ma prova a farlo quando hai la gamba addormentata, non lo è per niente! tu cerchi di tirarla fuori, ma quella non reagisce, non ha sensibilita, la sposti da una parte all’altra del letto come un peso morto e alla fine rinunci a fare qualunque cosa per liberarla dal lenzuolo finché non avra deciso di svegliarsi. Ci ha messo quasi dieci minuti a tornare in funzione”
- “Dieci preziosissimi minuti della tua vita sprecati così… che scandalo!”
- “Infatti li ho recuperati decidendo di non radermi. La barba incolta fa uomo vissuto, pieno di storie eccitanti da raccontare”
- “Certo, certo… vai avanti, arriva alla visione”
- “Ok, mi alzo, mi chiudo in bagno, faccio una mezza doccia con quel poco di acqua calda che era rimasta nello scaldabagno e poi vado in cucina a prepararmi un caffè, e tu non immaginerai mai cosa ho visto lì sul tavolo!”
- “Degli scarafaggi?”
- “E tu come lo sai?”
- “Ci sono stato a casa tua, la conosco meglio di te”
- “Lasciamo perdere. Decido di far fuori quelle bestiacce, così mi metto a cercare la scopa, non ricordo mai dove la metto, e alla fine era…”
- “… accanto al frigorifero”
- “Sì, lì, e quindi mi metto a colpire con la scopa sul tavolo, ma quelle bestiacce si spaventano e iniziano a scappare dappertutto, specie sotto…”
- “… la credenza”
- “Sì, ma… ehi!”
- “Ci sono stato a casa tua, la conosco meglio di te. È sotto la credenza che gli scarafaggi hanno il nido, dovresti chiamare la disinfestazione”
- “Ti dispiace se per un attimo te la racconto io la mia storia?”
- “No, no, fai pure”
- “Grazie! allora mi chino per guardare sotto la credenza e invece di trovarci altri scarafaggi ci trovo delle piume gigantesche, credimi! ogni piuma era grossa quanto il mio avambraccio ed erano tutte piume bianche”
- “Hai spennato una cicogna, ultimamente?”
- “Si può mangiare?”
- “Non l’ho mai vista nel menù di un ristorante, ma chi può dirlo?”
- “Comunque no, non erano piume di cicogna, perché non appena mi sono rialzato mi son visto spuntare alle spalle un tipo strano, alto, coi boccoli biondi e una palandrana bianca che gli arrivava fino ai piedi, e questo qui aveva delle grosse cose che sembravano ali che gli penzolavano dietro la schiena”
- “Questo devi essertelo sognato!”
- “Giuro sui tuoi figli che ero sveglio!”
- “Non ho figli”
- “Meglio per loro. Impugno la scopa, lo guardo fisso negli occhi e gli urlo: – ehi, tu! che ci fai in casa mia? – quello non si scompone nemmeno un po’, manda giù l’ultimo boccone di una brioche che stava mangiando e poi mi sbriciola tutto il pavimento scrollandosi le mani”
- “In una casa così pulita, che peccato!”
- “Io lo guardo di nuovo negli occhi e gli urlo più forte: – CHI DIAVOLO SEI TU? – lui sorride e mi fa: – c’è Sonia?”
- “Sonia non è la tua ragazza?”
- “Diavolo se lo è!”
- “E che voleva da Sonia?”
- “Mi dice: – sono l’Arcangelo Gabriele, Sonia non è qui? – io me lo guardo per bene e gli dico: – beh? che vuoi da Sonia? non vive qui! – e lui: – avevo una Lieta Novella da darle, posso lasciare detto a te? – e a questo punto mi convinco che è uno di quei venditori porta a porta che cerca di appiopparti gli abbonamenti per quelle collane di romanzi rosa, e così inizio ad avvicinarmi a lui con la scopa bene in pugno. Al primo colpo l’ho mancato, ma al secondo stavo quasi per colpirlo dritto in mezzo agli occhi, ma è stato più veloce di me e si è smaterializzato”
- “Un venditore ambulante con i boccoli e le ali che si fa chiamare Arcangelo Gabriele? e io dovrei credere che sia tutto vero?”
- “Ti ho detto che è stata una visione, no? questo non vuol dire che mi è veramente piombato in casa un piccione di un metro e ottanta, o, quantomeno, potrebbe anche esserci capitato, ma non fisicamente, e sai cosa? quello non era un venditore ambulante, era un angelo! anzi, un arcangelo, credo significhi che sia più importante degli angeli normali, questione di gerarchie, un po’ come l’esercito! È stata una di quelle esperienze a livello spirituale, astrale, sciamanico, talmudico!”
- “Tu non sai nemmeno cosa vogliano dire le parole che hai appena detto”
- “Può darsi, ma rendono bene l’idea, anche solo col suono”
- “Quindi la tua ragazza è incinta perché l’Arcangelo Gabriele è venuto a farle l’annunciazione e invece di trovare lei ha trovato te?”
- “È questa la cosa che mi tormenta”
- “Tu credi a queste storie?”
- “Ti spiego, all’inizio non avevo capito l’entita della fregatura, ma poi mi sono andato ad informare ed ho scoperto che quando arriva questo Arcangelo Gabriele e dice che deve dare una Lieta Novella, be’, quello vuol dire che la tua ragazza è rimasta incinta! adesso non so se funziona sempre così, ma questa Lieta Novella dev’essere una sorta di documento della ASL, magari Sonia è andata dal ginecologo per scoprire se era rimasta incinta e non ha avuto il coraggio di dirmelo da sola, così hanno mandato questo qui a dirlo a lei, anche se poi voleva dirlo a me; capisci che la situazione è abbastanza confusa e io non so proprio che pensare. Non sono pronto a diventare padre!”
- “È vero, non lo sei, però devi promettermi che la prossima volta che usciamo assieme bevi di meno, eh?”
- “Non ero ubriaco!”
- “Certo che non lo eri…”
Altri racconti su: [La Distruzione di un Mito]

gennaio 28th, 2009 at 19:51
ROTFL
troppodivertente
gennaio 28th, 2009 at 21:23
Questa storiella ha quei due o tre punti oscuri che non quadrano:
- Prima.. va bene.
POI.. NO! a meno di risocstruzioni.
- Gli arcangeli poi, secondo me non hanno i boccoli.
- va da sè che il tuo protagonista non ha solo bevuto pesantemente..!