Enzo Biagi intervista Gaspare Bitetto – Serata Concepts (28/06/2007)
by waxen
Qualcuno, di tanto in tanto, mi chiede: “Perché hai smesso di pubblicare con la tua vecchia casa editrice?”. Non è una risposta facile e, soprattutto, non è una risposta unica, ma sono quasi del tutto convinto che l’intera faccenda abbia avuto inizio con questo vecchio post, datato 1 luglio 2007; un post che non solo ha infastidito qualcuno della redazione, ma, a sorpresa, ha scatenato una reazione del tutto inattesa ed estremamente gustosa da parte di chi non mi sarei mai aspettato.
Oggi ne approfitto per ricordare con affetto Enzo Biagi. Ciao Enzo.
Salve Gaspare, è un piacere averla qui.
Salve Dott. Biagi, il piacere è tutto mio. Posso chiamarla Enzo?
Certamente.
La ringrazio.
Come le è parsa l’ultima serata Concepts?
Mai vista così tanta gente. Non so se dare il merito all’iniziativa editoriale in sé o alla presenza dei due Special Guest, ma mi è giunta voce che ci siano state circa 250 adesioni e, in effetti, l’auditorium era gremito; anche gli attori ingaggiati per le letture hanno fatto un gran bel lavoro: in quanto a qualita hanno stracciato gli attori della scorsa edizione e sono stati bravissimi a coinvolgere il pubblico.
Un bel risultato per ARPANet.
Un grandissimo risultato. Li conosco da un anno, ormai, e li ho visti crescere parecchio. Possono e devono migliorare ancora, ma ho l’impressione che abbiano trovato la strada giusta. E’ un ambiente difficile quello dell’editoria e si stanno facendo spazio con le unghie e con i denti. E’ una cosa rassicurante anche per gli autori che pubblicano. Hanno aperto un nuovo sito molto professionale e il loro catalogo ha preso una forma di tutto rispetto; di questo passo, tra un anno, otterranno risultati sbalorditivi.
Concepts Moda e Concepts Gusto questa volta, dico bene?
Esatto. Un’idea geniale quella di accostare delle modelle anoressiche a delle tavole imbandite, non trova?
Un’immagine più che esaustiva. Per ciò che la riguarda, hanno pubblicato Oscuri Propositi nella sezione Moda. Quando è salito sul palco, Paco Simone le ha lanciato la solita frecciatina sull’impossibilita di dare maggiore spazio agli autori, di dare loro la parola; come l’ha presa?
Ci ho riso su, ovviamente. Mi rendo perfettamente conto che i tempi tecnici sono minimi e che non vuole essere una cattiveria. Se avessero modo di dare maggiore spazio agli autori, lo farebbero; sarebbe un guadagno per tutti. Paco sa benissimo che non voglio fare polemica, ma che sono semplicemente l’enfant terrible del suo parco autori. Ci gioca su.
E’ soddisfatto di come sono andate le cose?
La cosa che mi soddisfa di più è aver reso omaggio ai personaggi che rappresento nella mia commedia, personaggi che, come in pochi sanno, esistono realmente, in carne ed ossa, e che saranno felici di essere stati immortalati nelle pagine di un libro. Sarah Sivieri ha speso un intero paragrafo su Oscuri Propositi nel risvolto di copertina; leggo: “La moda può rappresentare l’occasione per contestare, con un tocco di ironia, un presente che sembra nutrirsi di pure immagini da copertina, come accade nella piéce teatrale Oscuri Propositi che spazia, con una contaminazione di generi e linguaggi, dal teatro dell’assurdo alla pubblicita, in un pastiche di immagini ispirato al gothic e al dark”. Non passa occasione in cui Sarah non mi faccia sentire apprezzato. Ad ogni modo, la soddisfazione non è totale. Se mi avesse fatto la stessa domanda a pochi minuti dalla fine della serata le avrei risposto che ero più che soddisfatto, ma, a freddo, ho dovuto tener conto di alcuni dettagli che mi hanno fatto un po’ storcere il naso.
Mi spieghi meglio.
Le dirò, Oscuri Propositi è stato pubblicato con alcune sbavature di punteggiatura; al correttore di bozze, chiunque esso sia, dev’essere scivolato il barattolo delle virgole proprio mentre stava leggendo il mio pezzo. Gli è scappato anche qualche punto interrogativo di troppo che nella versione originale non c’era. Tutto sommato l’opera non perde né di qualita né di significato, ma, Enzo, lei mi conosce e sa benissimo quanto io sia pignolo: mi impunto per ore su una frase, anche solo per decidere se mettere o meno una virgola, e poi, al momento della pubblicazione, me ne vedo spuntare una bella manciata a casaccio… capisce che può essere una cosa antipatica. Le dirò anche che avrei preferito essere pubblicato singolarmente e non dentro la solita antologia, ma questo è un aspetto secondario, in fondo ho buoni compagni di pubblicazione.
Le va di farci i nomi?
Certamente! è importantissimo fare i nomi. Ho il piacere di essere stato pubblicato ancora una volta assieme ad Euro Carello, ad esempio, che non smette mai di dimostrare le sue capacita creative. Concepts Moda è firmato anche da Luca de Simone con un pezzo dal titolo, a mio parere, meraviglioso: Vestita di una tuta aderente completamente nera sembrava una cantante rock norvegese (non che io sappia come sono vestite la cantanti rock norvegesi); all’elenco aggiungo anche Chiara Bonfanti e Rita Ricucci. Apro una parentesi su una new entry: Jessica Arghimenti col pezzo Chiedimi scusa!; è un brano interessante, soprattutto per l’idea e per la ritmica della prosa. La ragazza ha talento, sicuramente. Tra l’altro, chiedo scusa (appunto!) se, a fine serata, lei mi ha riconosciuto ed venuta a stringermi la mano, mentre io non l’ho focalizzata all’istante; è stata molto carina ed io ho molto gradito il suo gesto, ma, alle volte, ho troppa gente per la testa e non sempre riesco a tenere tutti i pensieri ordinati. Se leggera quest’intervista, sappia che la saluto. Un’ultima nota, e poi può passare alla domanda successiva: in Concepts Gusto è stata pubblicata Marialuisa Amendola; mi sembrava giusto citare anche lei, sebbene sia stata pubblicata in un’antologia diversa da quella in cui sono stato pubblicato io.
Si è dimenticato di Raul Montanari.
No, non me ne sono dimenticato, l’ho tralasciato di proposito.
Come mai?
Forse sarebbe meglio stendere un velo pietoso sulla questione.
Il dovere di cronaca ci impone di approfondire.
Se proprio insiste… Ecco, non ho avuto una bella impressione. Tanto per cominciare, il suo testo non è stato creato ad hoc per l’iniziativa, né si trattava di un pezzo inedito; si è limitato a prendere un brano che aveva gia pubblicato con la Perrone e a prestarlo alla ARPANet. Non ho per nulla apprezzato il gesto. In secondo luogo ha mantenuto un’espressione del tipo: cosa diavolo ci faccio qui? per tutto l’inizio della serata, fin quando non ha adocchiato Jessica Arghimenti; a quel punto si è ringalluzzito e ha preso un atteggiamento che Gigi Proietti avrebbe definito Piacionico (che in italiano vuol dire Acchiappesco). Il suo testo non mi ha entusiasmato. Non ci ho trovato niente di interessante né di originale. Non ho mai letto niente di suo, ma Roulette Russa non mi ha per nulla invogliato a farlo.
Eppure sa che Montanari gode di una discreta fama. Camilleri lo ha definito uno scrittore mistico.
Non so in che occasione Camilleri abbia speso quelle parole nei suoi confronti, ma posso ipotizzare che, quella volta, non stesse fumando una delle sue solite sigarette. In certe occasioni diventa facilissimo usare la parola “mistico” (io avrei detto “cosmico!”, e avrei aggiunto “disgustorama!”). Montanari avra parlato per circa 10 minuti infilando una quantita inumana di boiate. Giuro! in dieci minuti è stato capace di dire che Ago, Filo e Nodo di Claes Oldenburg, in Stazione Cadorna, a Milano, è una scultura orribile che provoca istinti suicidi alla gente che la vede (immagino non sappia che l’arte di Oldenburg ha ispirato gente come Warhol, ma sarebbe chiedere troppo a chi di mestiere fa anche l’opinionista), poi si è dilungato sul concetto di libro come merce, denigrando i racconti rispetto ai romanzi perché: “La gente vuole affezionarsi ai personaggi” oppure perché: “Non si può leggere un romanzo in una volta sola” (a me, invece, capita spesso). L’unica cosa intelligente che gli ho sentito dire è che l’idea per un testo non va raccontata prima che questa sia effettivamente su carta… purtroppo ha provato ad esemplificare il concetto tirando in ballo James Joyce: “Se Joyce avesse raccontato la sua idea prima di scriverla, nessuno gli avrebbe detto che era una buona idea”. Stronzate. Faceva citazioni di continuo; è una tecnica che usa la gente che cerca di dare un tono culturale a quello che sta dicendo; se non hai niente di intelligente da dire, cita qualcun altro: il risultato è garantito! E poi, diciamocela tutta, insegna scrittura creativa! Che roba è la scrittura creativa? se tu mi dai delle tecniche, smetto di essere creativo! Ragazzi, datemi retta, evitate tutti quelli che vogliono insegnarvi come si scrive, ricordatevi soltanto di leggere più che potete e di imparare come scrivono gli altri, poi dimenticate tutto e scrivete a modo vostro; la scrittura è uno strumento potentissimo, ci si può fare qualunque cosa, non ci sono delle linee guida da seguire; se quello che state scrivendo non somiglia a niente che avete gia letto, non è un difetto, è un pregio enorme!
Sa che, dopo questa invettiva, ARPANet non la vorra più pubblicare? mi è parso di capire che Raul Montanari sia amico della famiglia di Paco Simone.
Non dev’essere un’opinione che mi sono fatto solo io, ma credo di essere il primo ad esprimerla. La mia ragazza, quando ha saputo che il racconto di Montanari era tratto da una raccolta intitolata E’ di moda la morte, ha chiosato: “E allora sparate!”. Tra l’altro, in Roulette Russa, c’è una frase che mi ha convinto a chiudere definitivamente i conti con Montanari: “Aphex Twin sara trendy a Saigon, mica qui a Milano”… io avevo addosso una T-Shirt di Aphex Twin. Dovrò ricordarmi di fare un salto a Saigon. Comunque, pensa davvero che avrei fatto meglio a tenere le mie considerazioni per me? Ok, allora faccio un appello: Paco! sono il tuo enfant terrible, non lo dimenticare!
Della Mazzucato, invece, cosa ci dice?
Tanto di cappello. E’ stata sobria e ha tenuto alto il tenore culturale dell’iniziativa. Ho apprezzato molto quando ha sottolineato l’importanza della lettura e il fatto che purtroppo, ormai, i divoratori di pagine sono rimasti in pochi.
Tornando all’iniziativa editoriale, lei ha partecipato anche alla selezione per la categoria Gusto con un’opera intitolata Piccole Cose di Pessimo Gusto, dico bene? l’opera è stata scartata.
Sì, è stata scartata, ma ero quasi certo che non sarebbe stata pubblicata.
Cosa le dava la certezza?
Si tratta di un’opera controversa. E’ un’opera di satira e, come ogni opera di satira che si rispetti, affonda le sue radici su quattro temi fondamentali: sesso, politica, religione e morte. Non si è trattato di una scelta di qualita, a mio parere, quanto di una presa di posizione sui temi. Gia una volta mi era stato cassato del materiale troppo legato ad eventi di cronaca. L’estratto che era stato pubblicato sul conceptsbooks.it aveva riscosso molti consensi, anche di più di quelli riscossi da Oscuri Propositi, ma, pur rendendo bene l’idea sul tenore critico di cui l’opera era impregnata, non lo eviscerava completamente. Non so se abbiano trovato più sconveniente il brano su Cristo impegnato in un incontro di boxe contro La Morte durante la notte di Pasqua o il brano sull’attacco terroristico sventato a Londra nell’agosto del 2006, ma, evidentemente, il tutto è andato oltre i paletti della loro linea editoriale; il titolo: Piccole Cose di Pessimo Gusto, non era stato scelto a caso. Tra l’altro, ha visto i recentissimi avvenimenti terroristici accaduti a Londra? pubblicare quel pezzo avrebbe goduto di un riscontro tempistico eccezionale.
Che fine fara quest’opera?
Ho gia un progetto in mente. Lo avevo anche prima di spedirla all’iniziativa editoriale di ARPANet, ma mi sono detto: se la scartano loro, allora è adatta per il mio Piano B. Non intendo raccontare quale sia il Piano B, quindi non me lo chieda; sara una sorpresa per tutti.
Ha delle considerazioni finali da fare?
Nulla che non abbia gia detto. E’ stata, ancora una volta, un’esperienza importante e sara mio piacere intraprenderla nuovamente in futuro.
La ringrazio per l’intervista che ha voluto rilasciarci. Le do i miei migliori auguri per i suoi lavori futuri.
Piacere mio, Enzo. Aspetto sempre di vederla di nuovo in prima serata! stia bene!
