Domande ataviche.
Fig.1: Shangai: Il giocatore li toglierà dal gruppo ad uno ad uno cercando di non muovere gli altri. Se sbaglia, e muove gli altri bastoncini, il turno passerà a un altro giocatore.
feat. Giulia
- “Sono stata tutta la notte a fare pensieri assurdi. Ricordi, fantasie, mostri. Ho dormito dalle sei alle sette”
- “Sei un personaggio davvero affascinante”
- “Perché ho i mostri nel cervello? Eh sì, sono proprio affascinante. Trovo le forze di vestirmi e andare a prendere le sigarette giù di sotto, poi me ne giro una”
- “Copriti bene, tira un venticello fastidioso”
- “Non ho voglia di uscire, ma non c’è nemmeno un mozzicone”
- “Ti farai forza anche per uscire. Quando si tratta di queste cose non c’è svogliatezza che tenga: le sigarette si esce a comprarle anche alle quattro di notte, con la tormenta, specie se lo scopo è girarsene una”
- “Mi chiedevo se riusciremo mai ad essere felici. Prima o poi, dico. Mi sento sempre un po’ a disagio. Io sono avida di felicità”
- “Assaporeremo i nostri piccoli momenti e ce li rigireremo in bocca, poi torneremo a stare nel nostro elemento naturale per cercarne di nuovi”
[...]
- “Prese le sigarette? va meglio ora che puoi fumare?”
- “Sì”
- “Il cervello è come una radiolina FM: per entrare in risonanza col mondo bisogna girare la manopola fino alla giusta posizione. C’è chi si accontenta di un suono di bassa qualità e c’è chi vuole l’HI-FI. Per questo ora va meglio, perché tu vuoi l’HI-FI”
- “Penso che quando lo sono stata, felice dico, lo sono stata pienamente. Quello che ora mi fa un po’ paura è parlarne al passato, da un po’ di tempo. Ho sempre il timore che il materiale sia finito, per questo contengo sempre le aspettative o non ne ho affatto”
- “Di materiale ce n’è ancora tantissimo, e tanto nuovo ne verrà. Tu soffri di insofferenza. A modo tuo ti stai chiedendo: chi sono? da dove vengo? dove vado? Lo facciamo tutti, abbastanza periodicamente, è come fare il bollino blu alla caldaia. Alcuni la vivono con un certo disinteresse, altri se ne crucciano molto di più e in genere sono questi ultimi che finiscono per vivere una vita più appagante, alla fine. E’ un po’ Frank Sinatra: I faced it all / and I stood tall / and did it my way“


settembre 14th, 2009 at 22:43
Felicità è anche smettere di fumare.
Di materiale, di vita, ce n’è sempre. A momenti, anche troppo che non sai come liberartene.