Addio Achille…

Achille Tartaro è stato il primo professore che ho avuto l’onore di conoscere alla Facoltà di Lettere. Il primo ad incoraggiarmi e a dirmi di non demordere mai con la letteratura, con le mie poesie e con i miei racconti. Resterà per sempre tra le persone più importanti che abbia mai conosciuto.
Achille Tartaro: l’ultima lezione.
L’ ultimo appuntamento era per oggi con Dante, la lettura del Canto IX del Paradiso a Cava de’ Tirreni. Ma Achille Tartaro si è spento la notte scorsa, a settantadue anni, lasciando nel suo computer il testo della lezione e un grande vuoto negli studi sul Duecento, sul Trecento, su Dante, appunto, su Tasso, su Leopardi. E, in genere, nell’ italianistica. Tartaro ha insegnato Letteratura italiana a Salerno, a L’ Aquila, ma soprattutto a Roma, dove è stato anche preside della Facoltà di Lettere. Si era laureato con Natalino Sapegno, di cui è stato assistente, e aveva collaborato con Carlo Salinari. La sua bibliografia è vasta: dai volumi laterziani – Forme poetiche del Trecento, La letteratura civile e religiosa del Trecento, Il primo Quattrocento toscano, Leopardi – a Il manifesto di Guittone, che riprendeva le ricerche condotte per la sua tesi di laurea, fino agli studi su Dante, le tantissime lecturae, raccolte in diversi volumi, e l’ ultimo suo lavoro, Cielo e terra. Saggi danteschi (pubblicato quest’ anno da Studium). All’ interpretazione della Commedia Tartaro aveva dedicato attenzione speciale, orientata a far risaltare i comportamenti narrativi del poeta, la sua attitudine al racconto. Di rilievo anche la sua lettura di Leopardi che legava gli aspetti ideologici e filosofici dell’ autore dei Canti (di cui curò anche un’ edizione, uscita da Laterza) con quelli poetici. Tartaro si teneva nel solco tracciato da Sebastiano Timpanaro e da Walter Binni, sottolineava la componente materialista e settecentesca del poeta, il suo ancoraggio al mondo dei classici, ma si lanciava più avanti, facendo perno sulle riserve profonde della specifica filologia leopardiana. La qualità delle ricerche di Tartaro è consegnata alle pagine dei saggi e delle riviste (ne I libri che non ho scritto George Steiner cita i suoi studi su Cecco d’ Ascoli). Ma moltissimo è affidato all’ eredità delle sue lezioni, alle tonalità rotonde che aveva la sua voce nel leggere Le ricordanze, all’ energia con cui accompagnava, serrando i pugni, le invettive leopardiane nella canzone All’ Italia. Tartaro interpretava il suo essere professore in senso pieno, attribuendo alla trasmissione del sapere una carica intellettuale che molti ritengono sprecata, era maestro sia per il rigore dell’ accertamento, sia per l’ ampiezza dei rimandi culturali – che chi ascoltava immediatamente traduceva in riferimenti civili – , sia per il distacco che poneva fra sé e le abitudini accademiche e per la forza dell’ insegnare senza orpelli baronali. I funerali di Achille Tartaro si svolgeranno domani alle 12, presso la Cappella dell’ Università di Roma La Sapienza. -
FRANCESCO ERBANI

novembre 7th, 2008 at 14:55
ti capisco. E’ successo anche a me qualcosa del genere
novembre 19th, 2008 at 14:49
grazie
Isabella Tartaro
novembre 21st, 2008 at 23:17
“Ma Virgilio n’avea lasciati scemi
di sé, Virgilio dolcissimo patre,
Virgilio a cui per mia salute die’mi..”
Pg XXX, 49-51
Quanto mi mancherà, Maestro…
novembre 22nd, 2008 at 10:35
E’ stato anche il mio Maestro….colui che mi ha insegnato a naufragare dolcemente nel mare della letteratura italiana…
Grazie per avermi dato l’onore di laurearmi con Lei!
Tiziana Strippoli
maggio 24th, 2009 at 14:46
Ancora una volta mi ha fatto commuovere. In passato è accaduto per le emozioni forti che la sua sensibilità ed il suo sapere mi hanno trasmesso, oggi perchè ho scoperto della sua dipartita. Grazie per quello che mi ha saputo dare.