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Accanimento Propedeutico

ottobre 20th, 2008 | 2 Commenti | Inserito in Anticaglie, Pillole


- “Ho scoperto perché il Papa è così a favore dell’accanimento terapeutico”
- “Per evitare il rischio che le nuove tecnologie disumanizzino il paziente?”
- “No, perché ha paura che qualcuno torni a dirci che dopo la morte non c’è nulla”
- “Se non c’è nulla, da dove si dovrebbe tornare?”
- “Non ne ho idea, ma se con certa gente non ti spieghi in questi termini, non ottieni nulla”
- “Ma forse ha ragione quando dice che anche quando la guarigione non è più prospettabile, si può ancora fare molto
- “Certo, si può sempre strumentalizzare

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2 risposte to “Accanimento Propedeutico”

  1. Vincenzo Vincenzo dice:

    Io credo che se Eluana tornasse a vivere ci racconterebbe le cose belle che ha potuto vedere, e condanerebbe la falsa religione, e tutte le ipocrisie dell’uomo. Dio c’è, e farà in quel giorno da Lui stabilito la vendetta. L’uomo, che non si sottomete alla volontà di Dio, perirà
    W Eluana, libera di volare per sempre.

  2. Giacomo Giacomo dice:

    Però.
    Ci sono un paio di problemi non da poco, nel caso Englaro. Cavilli legali, forse, ma che fanno pensare.
    1) si finisce per equiparare l’alimentazione e l’idratazione forzata ad un trattamento sanitario /farmacologico, e quindi il suo prolungamento viene definito accanimento terapeutico. Ma allora, ci si accanisce anche contro un sacco di malati (per esempio in coma profondo ma non irreversibile) che non sono in condizione di alimentarsi e idratarsi da soli, magari soltanto per un periodo di tempo più o meno lungo. E questo è rischioso, molto rischioso.
    Certo, probabilmente conviene al sistema sanitario nazionale, e agli ospedali pubblici o privati, che assomigliano ormai sempre più ad … alberghi ad ore, sempre meno accessibili ai lungodegenti e con una gran fretta di liberare i letti.
    Mi piacerebbe che si riflettesse anche su questo, nella grande bagarre suscitata dal caso della povera Eluana … al fatto che forse c’è una “lobby” che spinge a pensare che è meglio non investire nell’assistenza ai lungodegenti o ai malati terminali, perchè costa e non rende economicamente.
    E giusto per terminare il libero flusso del pensiero su questo punto, se in Italia si recuperasse tutta l’evasione fiscale, ne uscirebbe un patrimonio pari al bilancio nazionale per la Sanità – che consentirebbe di investire nell’assistenza a questo genere di malati e nel supporto alle loro famiglie, spesso , troppo spesso, abbantonate a se stesse.
    2) La volontà di Eluana sarebbe stata desunta da poche frasi che avrebbe detto dopo aver visto un suo amico in coma, oltre che dal fatto che era una ragazza vitale e piena di interessi. Anche qui la voragine che si apre è immensa, anche se più difficile da valutare. Dico solo che anche a me è capitato di dire o pensare, davanti a qualcuno in grande sofferenza, “non vorrei mai ridurmi così”, e anch’io sono una persona vitale e piena di interessi. Ma nel momento cruciale mi piacerebbe che si mettesse in conto la possibilità che abbia cambiato idea.

    Ultimissima osservazione: l’altro giorno ascoltavo il giornale radio andando al lavoro (Rai, radio2). Il servizio di testa era dedicato al trasferimento di Eluana ad Udine, e si concludeva con una affermazione agghiacciante: “seguiremo passo passo questa vicenda nei prossimi giorni”.
    Vi prego, no. Concediamo alla morte un po’ di pudore.

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